TOUR ARCHEOMARE con auto propria

ore 07:00 circa partenza da Domus Aurora direzione Fordongianus circa 40 km.

Visita delle Terme Romane,  sono un importante sito archeologico della Sardegna, situato sulla riva sinistra del fiume Tirso, nell'alto Oristanese. Vi sono ancora presenti sorgenti dalle quali sgorgano acque che, attraversato il sottostante banco vulcanico, raggiungono la temperatura di 54°. Le terme si trovano nelle immediate vicinanza dell'abitato di Fordongianus, antico centro urbano già citato dal geografo Claudio Tolomeo nella sua Geographia (circa 170 d.C.) col nome di Aquae Ypsitanae e, successivamente, nell'Antonini itinerarium come Forum Traiani, nome assegnatogli durante il dominio dell'imperatore Traiano, quando oltre al nome mutò anche il suo stato giuridico, passando da colonia a città con statuto municipale. Il complesso termale è costituito da due stabilimenti: un impianto originario incentrato sulla natatio, che sfruttava le fonti d'acqua calda, ed un altro a riscaldamento artificiale formato da diversi ambienti. La mancanza di dati di scavo impedisce una facile datazione della loro costruzione ma sulla base delle tecniche architettoniche adottate si ritiene che siano stati edificati rispettivamente nel I e nel III secolo d.C.e. Visita  nel paese la Casa Aragonese, vicino la chiesa di San Lussorio (info 078360157).

 

Dopo le visite si prosegue direzione Abbasanta circa 20 km. 

Per la visita dell'area Nuraghe Losa, Costruito interamente in roccia basaltica, il nuraghe Losa è costituito da un mastio centrale e da un bastione trilobato a sua volta circondato da un antemurale. Tutto il complesso nuragico, compreso il villaggio, è circondato da una cinta muraria vagamente ellissoidale di 172 x 268 m.

 

Consigliamo il pranzo  a Abbasanta "trattoria Le Plasir - trattoria il Buongusto - ristorante Su Carduleu".

 

Dopo pranzo direzione Paulilatino circa 10 km.

Per l'area Archeologica Santa Cristina.  Il sito si compone essenzialmente di due parti: la prima, quella più conosciuta e studiata, costituita dal tempio a pozzo, un pozzo sacro risalente all'età nuragica, con strutture ad esso annesse: capanna delle riunioni, recinto e altre capanne più piccole. La seconda parte del complesso a circa duecento metri a sud-ovest è costituita da un nuraghe monotorre, da alcune capanne in pietra di forma allungata di incerta datazione ed un villaggio nuragico, ancora da scavare, di cui sono visibili solo alcuni elementi affioranti[. Benché di limitato interesse archeologico integra il complesso l'area devozionale cristiana della chiesa e novenario di Santa Cristina inteso come il luogo nel quale si celebra la novena in onore della santa.

Giovanni Lilliu, insigne archeologo sardo descrive così il pozzo sacro: «principesco è il pozzo di Santa Cristina, che rappresenta il culmine dell'architettura dei templi delle acque. È così equilibrato nelle proporzioni, sofisticato nei tersi e precisi paramenti dell'interno, studiato nella composizione geometrica delle membrature, così razionale in una parola da non capacitarsi, a prima vista, che sia opera vicina all'anno 1000 a.C. e che l'abbia espressa l'arte nuragica, prima che si affermassero nell'isola prestigiose civiltà storiche»

 

Infine direzione Tharros (Oristano) circa 38 km.

La città fu fondata dai Fenici nell'VIII secolo a.C. nei pressi di un preesistente villaggio nuragico dell'età del bronzo.

Il villaggio protosardo di Su Muru Mannu, sopra il quale fu impiantato il tofet, venne abbandonato pacificamente dai suoi abitanti che, stando ai dati archeologici, collaborarono con i fenici alla costruzione del nuovo centro urbano.

Successivamente, sotto la dominazione cartaginese, la città venne fortificata e ampliata e conobbe un periodo di floridezza economica con l'intensificarsi dei rapporti commerciali con l'Africa, la penisola iberica e Massalia..

Tharros in epoca punica fu forse la capitale provinciale. Conquistata da Roma nel 238 a.C., all'indomani della prima guerra punica, pochi decenni dopo (215 a.C.) fu uno degli epicentri della rivolta anti-romana capeggiata da Ampsicora. In età imperiale ci fu un intenso rinnovamento urbanistico con la costruzione delle terme, dell'acquedotto e la sistemazione della rete viaria con lastricato in basalto[5]. La città ottenne lo status di municipium di cittadini romani[6]. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, Tharros, governata prima dai Vandali e poi dai Bizantini e vessata dalle incursioni saracene, entrò progressivamente in una profonda crisi che porto all'abbandono del sito intorno al 1050].

Prima del suo abbandono Tharros fu anche la capitale del giudicato di Arborea; la giudicessa Nibata o il giudice Orzocco I de Lacon-Zori trasferì ad Oristano la sede vescovile e l'intera popolazione tarrense. Celebre è il detto (riportato per la prima volta dal Mattei) "e sa cittad'e Tharros, portant sa perda a carros", letteralmente "dalla città di Tharros portano le pietre a carri , a dimostrazione del fatto che Oristano venne fondata con i resti materiali dell'antica colonia fenicia.

Visita degli scavi e finalmente bagno in uno splendido mare color turchese con vista degli scavi e della torre.

 

Consigliamo al ritorno  nel tardo pomeriggio un aperitivo in centro a Oristano.

 

Rientro a Domus Aurora

 

 


TRENINO VERDE

Una linea panoramica che dai 500 metri dall’altopiano di Campeda scende prima lentamente e, dopo Tresnuraghes, velocemente verso l’azzurro del mare di Bosa, che si raggiunge dopo aver superato la “Valle della Malvasia”. Il viaggio può essere percorso anche in senso opposto, da Bosa verso l’interno. In costante salita, il treno emerge dai campi e dalla macchia mediterranea, fino ad elevarsi in posizione panoramica su tutta la costa e l’immensa distesa del mare.

Info: Stazione Macomer ARST 0785 73043

Sede Territoriale Sassari 079 241301

Servizio Commerciale ARST 070 2657622

Trenino Verde Point: “Esedra” Macomer 0785 743044 treninoverde@arst.sardegna.it - www.treninoverde.com


TOUR ARCHEONATURAMAREGASTRONOMIA con auto propria

Partenza da Domus Aurora  mattino presto e direzione Cagliari destinazione Montessu circa 100 km.

Se avete già visto qualche domus de janas in giro per la Sardegna, qui rimarrete stupiti di fronte al numero e alla grandezza del complesso, oltre che per il contesto ambientale davvero splendido, tra grandi cespugli e alberi di ulivo. Montessu ospita più “case delle fate” di qualsiasi altro sito sardo, alcune delle quali con una zona sacra antistante che forse serviva per lasciare il corpo del defunto alla mercé dei grifoni e dei corvi; ma uniche sono soprattutto le grandi tombe santuario, risalenti anch’esse a un’epoca prenuragica, che avevano la stessa funzione che oggi ha una chiesa. Poi arrivarono i nuragici e trasformarono le tombe in case: si parla di 2000 avanti Cristo, ben prima di etruschi e romani.

 

Consigliamo una seconda colazione e direzione Iglesias circa 35 km.

Dal suo nome deriva Iglesiente, il territorio protagonista dell’epopea mineraria sarda, di cui è centro principale, popolato da 27 mila abitanti, nonché sede vescovile, erede dell’antica diocesi di Sulcis. Iglesias in spagnolo significa ‘chiese’. Non a caso: in un luogo dal passato glorioso, specie durante il dominio catalano-aragonese (quando era città regia), spicca la celebrazione dei riti della Settimana Santa in forme e colori di tradizione spagnola. Le processioni dei Misteri del martedì e del venerdì santi sono le espressioni più suggestive. Fra le chiese, meritano una visita la cattedrale di santa Chiara (XIII secolo), la Madonna delle Grazie, la chiesa del Collegio, ‘tempio’ dei Gesuiti, e San Francesco, una delle architetture gotico-catalane più intatte e significative della Sardegna, che custodisce un retablo del 1560.

 

Dopo il pranzo (consigliamo Biki Biki Sister buono ed economico, A Dieci Passi medio ottimo), direzione Fluminimaggiore km. 20 circa per visitare l'area archeologica del Tempio di Antas.

Nella quiete, lontano da centri abitati, è incastonato tra i rilievi dell’Iglesiente, in mezzo a una valle dominata dal monte Conca s’Omu, che in primavera assume l’aspetto di una silenziosa Avalon, ammantata da un prato di margherite bianche e profumata dal rosmarino. Scorgerai il suggestivo tempio di Antas dai tornanti della statale che collega Iglesias a Fluminimaggiore, sul cui territorio ricade e da cui dista circa dieci chilometri. Il monumento attuale è quello romano, scoperto dal generale La Marmora nel 1836 e restaurato nel 1967. Costruito in varie fasi con pietra calcarea locale, restano in piedi una gradinata d’accesso e un podio ornato da eleganti colonne perfettamente allineate. Nell’Antichità era già famoso, citato dal geografo egiziano Tolomeo (II secolo d.C.). Nel sito, sacro già in età nuragica (IX secolo a.C.), alla fine dell’età del Ferro si stanziarono i cartaginesi, poi (a metà III a.C.) giunsero i romani. 

 

Direzione le dune di Piscinas nel comune di Arbus km. 37 circa, finalmente un bellissimo bagno in acque cristalline e panorama mozzafiato.

 

Dopo il relax al mare si torna a Domus Aurora consigliamo per cena il ristorante Miramare a Marceddi villaggio di pescatori, km.30 circa (sta sulla strada del rientro a Terralba)